Venerdì 20 giugno all’Auditorium di Loppiano ci siamo confrontati con “ l’arte della parola” partendo da un esempio luminoso: Renata Borlone.
Renata, responsabile per oltre vent’anni della cittadella di Loppiano, (e di cui è in corso il processo di beatificazione), ci ha mostrato un esempio di ascolto, in cui il silenzio di sè, voluto non per passività, ma per un amore sconfinato, era base di un profondo dialogo con chiunque avvicinasse .
L’incontro è proseguito con esperienze di vita e riflessioni sulla parola in medicina, grazie al contributo di vari professionisti che hanno guardato a questo tema da varie angolazioni. Tutto in un clima di profondo ascolto ed attenta partecipazione.
Siamo ancora alle prime battute, ma osiamo dire che intravediamo una luce per la sanità oggi, per restituire alla persona la propria dignità, soprattutto nel rapporto medico-paziente e per stabilire rapporti di reciprocità tra colleghi.
Anche chi veniva per la prima volta, portato da amici (e c’è sempre qualche faccia nuova..) esprimeva di essersi trovato a suo agio, e di condividere questa iniziativa.
Ci ritroveremo in ottobre per proseguire con il 3° incontro, dedicato all’”Arte della speranza”
Renata, responsabile per oltre vent’anni della cittadella di Loppiano, (e di cui è in corso il processo di beatificazione), ci ha mostrato un esempio di ascolto, in cui il silenzio di sè, voluto non per passività, ma per un amore sconfinato, era base di un profondo dialogo con chiunque avvicinasse .
L’incontro è proseguito con esperienze di vita e riflessioni sulla parola in medicina, grazie al contributo di vari professionisti che hanno guardato a questo tema da varie angolazioni. Tutto in un clima di profondo ascolto ed attenta partecipazione.
Siamo ancora alle prime battute, ma osiamo dire che intravediamo una luce per la sanità oggi, per restituire alla persona la propria dignità, soprattutto nel rapporto medico-paziente e per stabilire rapporti di reciprocità tra colleghi.
Anche chi veniva per la prima volta, portato da amici (e c’è sempre qualche faccia nuova..) esprimeva di essersi trovato a suo agio, e di condividere questa iniziativa.
Ci ritroveremo in ottobre per proseguire con il 3° incontro, dedicato all’”Arte della speranza”
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